Ottobrata romana, le origini di un “mito”

Una seconda estate.

C’è un periodo dell’anno durante il quale la Città Eterna si dimentica dell’autunno inoltrato e ripiomba festosa in una seconda estate: Ottobre. E’ così che nasce il mito dell’Ottobrata romana!
Le temperature tornano a rendere l’aria mite e la sera è piacevole soffermarsi fuori casa. Nelle piazze e nei vicoli storici torna la vita e la voglia di prendersi un aperitivo in compagnia.

Le origini dell’Ottobrata romana.

Fino alla fine dell’Ottocento questo colpo di coda estivo, noto appunto come Ottobrata romana, combaciava con la fine della vendemmia. Nobili e popolani si riversavano nella vicina campagna per festeggiare a ritmo di balli, stornelli e giochi di strada. Le famiglie e le comitive di amici salivano su carrozze e carrettini e raggiungevano Monte Testaccio o le zone vicino Ponte Milvio, dove imbandivano tavolate ricche di prelibatezze e vino. 

Con il passare del tempo e con il crescere esponenziale dei confini di Roma, questa tradizione si è andata spegnendo. I romani hanno sostituito i ritmi della campagna con quelli più urbani, operosi, frettolosi della città divenuta poi Capitale. 

Rione Monti.

Ma da qualche anno, grazie all’impegno di alcune organizzazioni di quartiere, durante il mese di ottobre il Rione Monti si popola di romani e turisti. Via Urbana, piazza Suburra, via degli Zingari e piazza della Madonna dei Monti brulicano di gente. Ogni genere di attività (dalle mostre ai giochi in strada) vengono offerte al pubblico. E’ questo il cuore pulsante dell’Ottobrata romana.
Un modo per ricordarsi dei tempi in cui, dal Medioevo all’Ottocento, Monti non era altro che un susseguirsi di orti e vigne dove festeggiare la fine del lavoro.

La piazza principale di Rione Monti

Curiosità.

Le origini dell’ “Ottobrata romana” sono da ritrovarsi addirittura nel II secolo a.C.. Ai tempi, nella Roma Repubblicana, iniziò a diffondersi il culto greco di Dioniso, chiamato dai romani Bacco, dio del vino e dell’estasi. Il Senato non poteva tollerare certi riti mistici, totalmente in contrasto con la moralità dell’epoca, così vietò con un editto ogni manifestazione in onore della divinità greca. Molti secoli dopo, però, la tradizione riprese, spogliata del suo valore mistico e trasformata in rito propiziatorio. 

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