Escape room tra le piazze di Roma

I romani conoscono Roma?

Si dice spesso che a conoscere meno Roma siano i romani stessi. E un po’, purtroppo, è vero. Il motivo? Probabilmente chi nella Città Eterna è nato e cresciuto, tende a darla per scontata. Si tende a vivere molto il proprio quartiere di residenza – e questo non è di base un male – limitando le incursioni nelle zone più centrali, lì dove la Storia è sotto gli occhi di tutti, tangibile tra monumenti, resti archeologici, vicoli e piazze. Un modo per mettersi alla prova rispetto alle proprie conoscenze e per acquisirne di nuove è quello di organizzare un gruppo di amici e partecipare a una escape room tra le piazze di Roma.

Quasi sempre per risolvere un enigma bisogna trovare la chiave giusta

Cos’è una escape room

Il fenomeno delle escape room è arrivato in Italia nel 2015 e ha subito preso piede. E’ diventato subito un modo divertente per misurare le capacità logiche e organizzative, tanto che numerose aziende nel mondo utilizzano questa attività per fare “team building”. In tempi normali, l’attività si svolge prevalentemente all’interno di una stanza chiusa, dalla quale i partecipanti devono uscire sfruttando capacità di logica, conoscenze e spirito di collaborazione.

Mettersi alla prova con gli amici

Una escape room tra le piazze di Roma significa conoscere qualcosa in più su Bernini, Borromini, Giulio Cesare o sui papi che per secoli l’hanno guidata con il polso duro di veri imperatori. Significa scoprire una passione per l’arte o per la storia che credevamo di non avere o avevamo semplicemente nascosto dedicandoci ad altro. E lo si fa, in tempi di pandemia, all’aria aperta, in forma itinerante.

Piazza Navona – Foto Renato Ferrantini

Idea vincente

In un’epoca nella quale prendere un aereo e cambiare Paese o addirittura continente è diventato molto complicato, organizzare un gruppo di amici e prendere parte a una escape room tra le piazze di Roma può essere di sicuro un’idea vincente, innanzitutto diversa per creare affiatamento, svagarsi e sfatare una volta per tutte quello di cui dicevamo a inizio articolo: a conoscere meno Roma sono proprio i romani. 

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